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Villach e Lubiana | 4 giorni, 3 castelli e 2 laghi in un solo viaggio.

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La Slovenia viene spesso vista in modo sinistro dagli italiani, in quanto le genti dai paesi slavi vengono associate alla povertà e alla delinquenza. Durante il nostro primo viaggio attraverso il polmone verde d'Europa invece abbiamo avuto modo di rimanere piacevolmente stupiti dalle attrazioni e dai panorami che si sono presentati,ma soprattutto dalla sensazione di accoglienza che il paese trasmette ai visitatori! L'itinerario ci ha permesso di soffermarci in Austria, a Villach e di scendere in Slovenia dal nord Ovest fino alla capitale Ljubljiana, per poi tornare in Italia attraverso il confine Triestino.

Itinerario:



 
Premessa chiave per i non amanti della guida
: il seguente itinerario potrebbe condurvi attraverso strade panoramiche che riducono a livelli sopportabili la noia da volante.

Primo giorno:



Una calda mattinata di agosto siamo partiti per Villach, una timida cittadina austriaca situata subito dopo il confine, e dopo qualche ora di macchina siamo giunti all' hotel scelto, a due passi dal centro, dove abbiamo depositato i bagagli per poi ripartire per quella che si è dimostrata una rinfrescante sorpresa: il lago di Faaker! Il lago (per gli indigeni Faaker See) dista una quindicina di minuti dalla cittadina carinzia, e se ci andrete come noi nel periodo di agosto troverete più gente che all'Oktoberfest, di conseguenza vi toccherà impiegare una buona ventina di minuti per trovare un rettangolo di cemento in cui abbandonare l'auto! L'importante però è che ne vale la pena, perché ad attenderci abbiamo trovato una porzione di spiaggia (prezzo di entrata circa 3 euro/persona, non illudetevi di riuscire a trovare una spiaggia balneabile libera) dove potersi stendere su di un asciugamano nell' erba, o su degli strani lettini in riva al lago. Acqua alla temperatura giusta e pulita, anatre apparentemente non aggressive, e la totale mancanza di sabbia attaccata ai piedi al momento della partenza ci hanno permesso di tornare stanchi e molto soddifatti all' hotel dove ci siamo concessi una veloce doccia prima di ripartire alla ricerca di un valido punto di ristoro per la sera

Dopo una breve passeggiata fino al centro storico (visitato grossolanamente nel giro di neanche un'ora), e dopo aver tristemente scoperto che il Nordsee del corso principale era chiuso, abbiamo finalmente optato per il birrificio Villacher, rivelatosi una buona scelta in quanto offre la possibilità di gustare abbondanti piatti tipici e l'omonima birra locale.
Unica nota negativa: non si capisce dov'è l'entrata e nessuno ci ha accompagnato al tavolo, abbiamo vagato un pò prima di capire come funzionava il servizio. Dopo una memorabile scorpacciata siamo tornati all'Hotel con un gelato alla Redbull in mano.
 

Secondo giorno:



La mattina seguente, consumata un'eccezionale colazione, siamo partiti alla volta del lago di Bled, ma facendo prima un deviazione per il primo castello della giornata, quello di Landskron!

Nota bene: l'ingresso al castello non è effettivamente gratuito come scritto su internet, in quanto per accedere alla strada che conduce fino al parcheggio si paga un "pedaggio" di circa 5 euro.

Il castello è molto ben tenuto, visitabile in poco tempo, e offre viste panoramiche sulle valli circostanti! Inoltre c'è la possibilità di assistere a spettacoli di falconeria (12€/persona) e di accedere ad un parco nel quale vi sono dei macachi Giapponesi, ma noi non abbiamo intrapreso nessuna delle due esperienze e siamo ripartiti. Così, attraversato il confine sloveno, in 45 minuti di macchina siamo giunti a Bled! Un paesino famoso per l'omonimo lago su cui si affaccia a strapiombo un castello da cartolina che vale veramente la pena visitare.

Così, senza pensarci due volte, abbiamo mirato direttamente alla seconda fortificazione della giornata!
Il castello dimostra di valere pienamente il prezzo del biglietto, ospitando al suo interno un museo interessante, un ristorantino in cui rifocillarsi e alcuni scorci di panorami mozzafiato sul lago. Terminata la visita, dopo aver consumato dei panini memorabili nel parco difianco al parcheggio abbiamo addirittura scoperto che esiste uno scosceso (ed estenuante) ma ben mantenuto sentierino che conduce dall'altura fino alla spiaggia di Bled! Tanti scalini... gratificante, ma tanti tanti scalini.

 
Non contenti di aver già superato il dislivello giornaliero che una persona dovrebbe compiere a piedi, abbiamo deciso di colmare il pomeriggio guidando fino a Podhom (15 min) per incamminarci attraverso la gola di Vintgar, che offre la possibilità di percorrere delle passerelle sospese sopra a quello che crediamo sia il corso d'acqua più bello che abbiamo mai visto! Assolutamente consigliato per gli amanti delle passeggiate nel verde, anche se piuttosto intenso se si ha già speso la giornata camminando.

Dopo quest'ultima escursione ci siamo diretti alla Capitale del paese, Ljubljana, e più precisamente all'Hotel che ci ha riservato una colazione strepitosa la mattina seguente, consumata nel cortile esterno in compagnia di diversi sfacciati passerotti che hanno capito come abbindolare i turisti in cambio di un pò briciole.

Senza perdere tempo, dopo l'igiene mattutina ci siamo diretti verso il centro della città, e, dopo aver esplorato tutte le vie principali e aver finalmente contemplato il triplice ponte (gran motivo di vanto dei cittadini), abbiamo intrapreso la salita che conduce al castello di Ljubljana... ..prima di scoprire che esiste anche una comoda seggiovia per evitare la camminata.

Il forte è veramente ben tenuto, accessibile, e ricco di intrattenimenti, come ad esempio alcune mostre tematiche e un percorso guidato che spiega la storia della fortezza. Un ottimo modo per spendere la mattinata!
 
Il pomeriggio abbiamo cercato ed individuato un ristorantino tipico in cui consumare il pasto serale. Prima di dirigerci di nuovo verso il centro abbiamo avuto la malsana idea di dedicarci al minigolf in una struttura appena fuori dalla città. Esperienza indimenticabile. Siamo stati accolti da un personaggio subdolo e sorridente che, dopo averci negato di sapere il prezzo di una partita dicendoci "prova prova", ci ha dato un paio di mazze e una manciata di palline per poi indicarci la pista da minigolf, ossia un poligono d'erba di sedici metri quadrati con dieci "mini livelli" in cui cimentarsi. Tutto questo potendosi godere a pieno la vista sulla discarica cittadina sottostante alla collinetta. Dopo una combattutissima sfida di 10/15 minuti ci siamo rassegnati alla decadenza della situazione e andandocene abbiamo pure scoperto che la partita, per qualche sconosciuto motivo, ci è stata offerta dal club, e tornando verso la macchina ci siamo pure intascati un paio delle palline da golf che erano disseminate per la stradina che riconduceva al parcheggio.

Almeno il locale in cui abbiamo cenato l'abbiamo scelto bene. Il Druga Violina infatti è un ristorantino che oltre a dare un'opportunità di lavoro a dei ragazzi disabili (veramente professionali) propone a prezzi onesti molti piatti tipici sloveni. Consigliato. Così dopo un'ultima passeggiatina sul lungo fiume e una fetta di torta supercioccolatosa al Cacao (bar/pasticceria/''torteria'' dedito alla distribuzione di fette di torta illegalmente buone), siamo tornati all'hotel per le nanne notturne.

Terzo giorno:



La mattina seguente, ingozzati per bene a colazione, e salutato nostalgicamente gli sfrontati passerotti scroccatori, siamo montati in macchina e abbiamo impostato nel Garmin l'ultima destinazione slovena del viaggio: Lipica (per noi Italiani, Lipizza). Più precisamente all'allevamento dei rinomati cavalli lipizzani. Invasati con i cavalli come siamo, infatti, non avremmo potuto saltare questa tappa, e così dopo un'ora di viaggio siamo giunti ai cancelli d'entrata, dopo i quali si percorre una strada ombreggiata dagli alberi che ne seguono il corso, costeggiata da steccati bianchi dietro ai quali si possono vedere mandrie di giumente bianche che pascolano, si riposano sotto l'ombra di alcuni arbusti, e badano ai puledri che non hanno ancora raggiunto la colorazione tipica della razza.
 
Dopo esserci fermati qualche minuto per avvicinare qualche esemplare e fargli qualche carezza abbiamo proseguito fino all'area pubblica della tenuta (=bar, casinò, negozio souvenir, aree verdi ecc..) dove abbiamo speso una discreta somma per il tour guidato che permette di accedere al cuore dell'allevamento e all'area storica con una guida che parlava pure italiano. Stalle antiche, luoghi di addestramento, i migliori stalloni, un piccolo museo sui cavalli in generale e sui lipizzani e moltre altre cose interessanti. Molto molto bello, e consigliato anche per i non amanti dell'equitazione o degli equini. ...così, dopo quest' ultima esperienza, abbiamo ammainato i finestrini, issato il volume della radio, e intrapreso l'ultimo lungo tragitto (2 ore, ma è sembrato non finisse più) fino a casa.

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